AUTOMOBILE: Mission Possible...
Come sempre tutto comincia con una telefonata “maledetta”.
Sono Giacomo, sai kaos (lui mi chiama così…) corro a Monza.
Ma dai, minchia vinci ancora na’ volta!
Si perché Giacomo Ricci è il campione in carica della Formula 3000.E la scorsa gara, quella corsasi a Spa in Belgio, ha vinto gara 1 e nella seconda, noie meccaniche (che cazzo di termine…sarebbe meglio sapere il perché, ma si usa dire così e non voglio certo sindacare sul motivo del ritiro) dove’ero…ah si (ho dovuto rileggere) lo hanno fermato mentre era in recupero pieno dalla meta’ dello schieramento, poiché la classifica
della 1 prevede l’inversione di marcia…no scherzo!!! La classifica di gara 1, per i primi otto, si inverte nella 2.
Ebbene, “Giacomoricci” e’ stato ingaggiato dal team ELK Motorsport per la doppia gara di monza.
La chiamata in pieno svolgimento della incasinatissima giornata di venerdi’, m’ha esaltato a tal punto che ho organizzato subito tutto.
Carta adesiva ne abbiamo innanzi tutto?
Speriamo…e le speranze cadono subito a pezzi.
Senza rosso…o meglio, giusto un pezzo per farci un modellino in scala 1:20 di un formula3000.
Andiamo a prenderla, ed incominciamo a far tagliare al plotter le fiamme.
La forma da dare alle fiamme non e’ certo un problema per la Kaos-Design: qui si tracciano ormai con gli occhi chiusi.
Finiamo sabato mattina con le varie forme piccole e meno e con le scritte Kaos-Design.it.
Si perche’ paro paro come ha fatto alla gara di Spa, il Giacomoricci ha messo sulle pance della monoposto uno sponsor inconsueto come “main”.
Li di solito ci vai se metti un po’ di grano; pero’ avendo lui corso in USA, non aveva certo l’esigenza di riportare gli stessi su una macchina che corre in Europa.
Il suo dovere lo ha fatto e questo e’ quanto, giusto per farti capire che cosa e’ valso per me un gesto simile.
Ci ha piazzato una scritta Kaos-Design.it di dimensioni che rasentavano i due metri!
Chiaro che mi sono sentito in dovere nei confronti di Giacomo, come minimo, di ricambiare il gesto: non tanto per dovere sinceramente, molto di piu’ per dare un’emozione ad un ragazzo di 23 anni che ci mette anima e cuore in uno sport che non lascia spazio ai sentimentalisti e sentimenti annessi.
Qui si scannano tutti a suon di grano, che pare sia l’unico modo efficace per aggiudicarsi un sedile…spesso tralasciando anche il lato prestazione.
Non e’ certo il caso di Giacomo visto che trattasi, come scritto sopra, del campione in carica della categoria.
Per cui che cosa c’e’ di meglio che ripagarlo con quel che forse, spero, lo abbia reso felice quando s’e’ calato la dentro un abitacolo circondato da cio’ che lo avrebbe esaltato come un grillo!

Ore 13 30 arriviamo nei box di monza e ci fiondiamo in quello “marchiato” ELK Motorsport.
Giorno giorno buongiorno…ciao Erny Ecclestone (Ernesto Catella) “tut’a post”.
Ueh ciao lucky! Si tutto bene.
Ok noi cominciamo Erny.
Non conoscevo nessuno tranne un superstite delle passate (e travagliate alcune) stagioni di Ernesto alla guida di un team.
Ernesto Catella, nel bene o nel male e’ un uomo che ha dato al motorsport quello che sicuramente dentro di lui dal motorsport sente restituito…e probabilmente, conscio dei tempi che cambiano, ancor oggi da questo “sporco” e duro lavoro, qualcosa ancora riesce a tirar fuori.
Non e’ facile lo sanno tutti, ma per un team manager che ha fatto correre gente del calibro di Zanardi, Fisichella, Tony Kanahan etc un certo orgoglio non puo’ che riaffiorare ogni volta che si gira indietro per dare un occhiata alla sua “carriera”.
Li nel team c’e’ una “tipa” superoperativa che si chiama Elisa, che gia’ pronti e via ti sta simpatica perche’ ride nonostante abbia la faccia da incazzatissima.
E’ lei il nostro riferimento per tutti e tutto.
Cominciamo.
Srotoliamo le fiamme ancora da “scartare” delle parti che non c’interessano.
I meccanici ci guardano e non sanno manco minimamente cosa li aspetta.
La macchina (con sopra Giacomo) deve schierarsi in griglia alle 16 30.
Sono le 14.
Si parte con il giallo di base per le fiamme.
Fiancata, o meglio pancia sinistra la prima a subire un trattamento sciallo che l’avrebbe trasformata da nera (come tutto il resto della monoposto) a fiammata.
Via, cutter alla mano perche’ le fiamme tracciate a pc di sicuro dopo averne posizionate 5 al massimo, avrebbero incominciato a diventarmi noiosissime e ripetitive forme.
E “ciappono” a suon di cutter tutto quel che non e’ in armonia con il mio “gusto” del giorno.
Fortuna che mi son svegliato bene.
Sky, fido scudiero del team e Folini, l’aggregato di turno, o meglio il solito aggregato (potrebbe considerarsi l’extracomunitario di Kaos Design anche se non ci lavora ma c’e’ sempre…ma forse qui se tale fosse si vedrebbe in un istante “smaterializzato” come per magia data la nostra tipologia di pensiero lavorativo…lavorativo?) che si sbattono a dx e sx cercando di evitare di tirarsi delle coltellate fra loro con cutter vari ed ustioni causate da un phon che Folini chiaramente non s’e’ premurato di regolare come temperatura, e sparava fiamme come un drago.
Bene, arriva la “folla” di curiosi.
Ecco…mi stavo dimenticando! Solitamente mi scordo di Folini…no, non di solito, sempre; ed ora mentre scrivo ho dimenticato invece coloro che sono stati parti fondamentali del Crew Kaos.
Alessia (per prima visto ch’e’ donna) ed il suo moroso Matteofossati.it.
No, non si chiama cosi’, ma poiche’ fa il fotografo, merita di essere citato come tale pronti e via.
Loro sono venuti qui’ a Monza, (invece di portare la ciccina a far compere per negozi del centro) per documentare a suon di scatti il nostro procedere dei lavori.
Scatta come un pazzo.
Solo di questo m’accorgo mentre sfiammo…perche’ sento ogni 10 secondi un click.
Il resto me lo hanno raccontato poi Sky & Folini.
C’era ad un certo punto un nugolo di gente d’ogni etnia e provenienza…ho esagerato forse. Mi sa di si.
C’era comunque chi diceva:
guarda questi qui:
e’ uno spettacolo vederli! In un’ora hanno fatto mezza macchina.
E il solito “so tutto io” risponde: e si ma la carta adesiva c’e’ di tutti i tipi, per cui se la usi finissima la giri come vuoi e dove ti pare.
Si sto cazzo!
L’abbiamo recuperata da Vitali che come minimo l’aveva in cantina appesa sotto la cenere ad affumicarsi con i salami del 2006.
Vabbe’, “pagliazz” a parte, dopo circa 2 ore era fatta una pancia e mezza.
Altro che un’ora.
Arriva la volta dell’orologio.
Gia’ lo odio di mio e non lo utilizzo visto che non mi serve di conoscere quali siano le ore in un determinato momento della giornata.
Chissenefrega!
E Sky comincia a scandire.
Alle sopraccitate due ore scandite da Sky, s’e’ aggiunta pure l’Elisa.
Manca mezzora.
Via, si mette giu’ la testa e si cerca di recuperare.
Penso fra me e me: Zanna dice che sotto pressione lavoro meglio…ed io mi ci metto da solo!
Finiamo la monoposto sotto gli sguardi di tanti che forse non se l’aspettavano cosi’.
Matteo scatta le ultime foto e si avvia verso la curva Ascari, in prossimita’ della quale il solito “conosco tutti Folini” ha un commissario di pista suo amico, che avrebbe fatto posizionare MatteoFossati.it dove stanno tutti i fotografi accreditati.
Finisco gli ultimi dettagli mi giro e vedo il mitico sig Ricci che mi guardava e forse si chiedeva:
ma sti qui che cazzo stanno facendo alla macchina di mio figlio.
Ma ormai anche di Mr.Gianfranco Ricci la fiducia l’ho conquistata tempo fa: sono sicuro che ha capito di che pasta sono fatto.
Ed io di lui altrettanto!
Mi ha fatto i complimenti e mi ha fatto enormemente piacere. Grazie.
Idem Erny e tutto il crew.
Mancavano pochissimi minuti ed i meccanici hanno finito la macchina mentre noi appiccicavamo le ultime fiamme e gli sponsor tecnici.
Finisco e vado via…mi concedo una pausa (un po’ anche per una sorta di vergogna visto che era da ben due ore abbondanti che stavamo rubando la scena e mi sembrava il caso di abbandonarla immediatamente) con l’ospite piu’ inaspettato della giornata.
Parte la gara.
Giacomo parte 6° in schieramento.
Alla fine e’ meritatamente secondo.
Secondo posto conquistato anche il giorno seguente, la domenica, dove partito 6sto, non so come ci sia riuscito, alla prima variante e’ uscito primo.
In testa al gruppo.
E non ha “picchiato” nessuno davanti o intorno a lui.
Finisce anche gara due e si chiude un week end che pareva ormai saturo di emozioni.
Invece no.
Taglia il traguardo.
Fa il giro di rientro.
Mette la monoposto al parco chiuso.
Scende dalla macchina, mi vede, viene verso di me e dice:
Kaos scusami, non sono riuscito a vincere ma ci ho provato in tutti i modi.
Mi sono girato e me ne sono andato perche’ senza vergogna di ammetterlo, m’e’ quasi scesa la lacrima a causa di sto sbarbato che mi ha ripagato di tutta la fatica fatta.
Grazie a tutti…
Enjoy…lucky
Giacomoricci…la prossima volta pero’ non mi abbracciare a fine gara con la tuta tutta “pisssssciata”
Se ti scappa mentre sei in piena gara, mettiti un catetere!


