Sergio Sgrilli scopre la nostra creazione
E partiamo. Questa volta solo io e “Folini”. Quando vai in qualsiasi posto del globo accompagnato da lui, l'orario di partenza per la destinazione di turno è sempre a dir poco precauzionale, con un margine tale da permetterti d'esser
Per fartela breve, siamo usciti dalla Kaos-Design alle 20,00 per essere all'appuntamento alle 21 30; orario d'inizio spettacolo. “Navigator”, ovvero Folini, riesce anche a non cagarsi il satellitare. Mentre la vocina da trans dice “alla prossima rotonda...svolta a destra” lui se ne va bello sereno a sinistra? Un dubbio amletico ti deturpa il cervello quando viaggi con lui, ma ancor di più sconvolto ti ritrovi se lo senti parlare. Pertanto Folini di sta cippa, vai dove ca**o vuoi basta che arriviamo a destinazione. E così fu. Arriviamo presso il teatro degli Arcimboldi di Milano. Ca**o, siamo a circa 20 km di distanza da dove ha sede la Kaos-Design, eppure non ho mai ho visto sta struttura che definirei uno “sciallo”. Anche qui però ci scontriamo con il consueto problema del parcheggio a Milano, dopo svariate vasche avanti e “indrè” lo risolviamo infilandoci nel parcheggio sotterraneo che distava circa 12 centimetri dal teatro. Figurati se Folini te la infilava subito li sotto. Prima cerca il sistema di non pagare parcheggiando magari pure sopra un lampione, e poi, demoralizzato per via della ricerca al parcheggio selvaggio non riuscita, prende finalmente la rampa di discesa. Prezzo speciale! Tariffa teatro, 5 euro. Spettacolo! Parcheggiamo, saliamo verso la luce artificiale che illumina la parte antistante l'Arcimboldi e non ci resta altro che entrare e...”ruffianarci” con la “tichettara” di turno. Parlo io chiaramente, poiché se lo avesse fatto Folini, probabilmente saremmo entrati si, ma a spazzare i cessi! Buonasera signorina: dovrebbero esserci due biglietti a nome Lucky lasciati da...un comico. E lei: controllo subito. Ritorna dopo 5 minuti ed esclama: a che nome scusi? Ma f**a, ma sei scema? Ma che ca**o hai fatto fino ad ora? Hai cambiato il tampax che avevi nel cervello? E già mi stavo innervosendo...e dico: Lucky...facendo lo spelling pure...L,U,C,K,Y. Come fortuna (premesso che non ne ho ma la dispenso a tutti coloro che pronunciano il mio nome). Sparisce di nuovo...e ritorna. No mi spiace. Scusi, dice con vocina fievole: ma chi glieli ha lasciati gli omaggi? Al che, penso dentro di me; omaggi? In teoria dovrei avere un tappeto steso, donne ad accogliermi in abiti succinti, aria condizionata e canne già rollate. Sergsgruili rispondo io. Si, avevo un po’ di vergogna a pronunciare a voce alta il nome di colui che mi ha invitato per l'ennesima volta allo Zelig, poiché c'erano un branco di persone attorno alle casse che pareva di stare ad assistere alla distribuzione del cibo da parte dei volontari delle missioni di pace, ai profughi Afgani. E vabbe insomma...fan**lo! Bando alle vergogne. SERGIO SGRILLI...uno dei comici!!! Ecco, l'ho detto. Ora mi darà sti ca**o di biglietti sta... Dice lei: ma scusi, ma lei che spettacolo è venuto a vedere? Ed io bello fiero di me, visto che ormai ero l'immanicato di turno: signorina, sono venuto a vedere lo ZELIG. La registrazione della puntata di ZELIG. Signore, dice la “scostumata” sogghignando senza celare però una sorta di presa per il c**o: stasera qui c'è la rappresentazione de: NOTRE DAME DE PARIS! Opo**adiquellat**ia. Ma ca**o! Non c'è ZELIG?!? Signore, ZELIG hanno finito di girarlo tre settimane or sono. Fan**lo. Usciamo...e mo chessifà? Ca**o, eppure Sergio Sgrilli mi ha detto: sta volta non hai scuse. O vieni venerdì sera o sabato oppure domenica. E mo non c'è lui? Chiaro che ci penso un po’ su e ne deduco che: o sto ragionando come Folini, ovvero non ragiono, oppure c'è un errore...e manco tanto lieve. Decido di mandare un messaggio a Sergio anche se l'orario è ormai tardo nonostante la “partenza intelligente” made in “Folibbo” e gli scrivo: “Sono qui fuori dall'Arcimboldi, ma c'è Notre Dame de Paris! Tu dove ca**o sei?” Al che, il povero Sgrilli, che si accingeva a salire sul palco, mi risponde: All' Arcimboldi ti ho invitato tre settimane fa e non ci sei venuto. Siamo in viale Monza al 140. Porcapu**ana Folini e mo che cosa ci inventiamo? Prendiamo la macchina e via verso viale Monza. Incredibile! Siamo riusciti ad arrivare tipo guest stars...belli precisi. Tavolo spettacolo riservatissssssimo. Coca cola e comincia lo spettacolo di Sergio Sgrilli. Ci siamo divertiti come dei folli! Due ore e mezza a suon di battute spiritose di sicuro ma anche di sottili messaggi che fanno riflettere. La sottigliezza con cui racconta avventure spesso estrapolate da realtà di sua vita vissuta, sono davvero una delle principali qualità di Sergio. Utilizza un modo di raccontare, che ti fa passare in un lasso di tempo brevissimo dalla risata “scompisciata” alla riflessione più profonda sulla vita, la sua e pure la tua, poiché si capisce bene che trattasi di una persona che
come te e me vive la vita con tutti i problemi e gioie che giorno dopo giorno tutti noi affrontiamo. Solo che lui ne ricava delle avventure talmente divertenti da devastarti le mandibole dal ridere. Finisce lo spettacolo, 20 minuti di privilegiata chiacchierata con Sergio e poi, una paio di mega panini sciallo fatti in un posto in cui andavo 10 anni fa. Sto mc donalds di me**a ha occultato tutti i sani panini fatti da sane paninoteche, ed io come tanti “mi spacco dallo zio mec”. E questo è stato uno dei modi che ha usato Sergio per “ricompensarmi” di quanto ho fatto sulla sua moto, ma non per via di una restituzione di un lavoro fatto, ma bensì per mostrarmi se sul palco lui somiglia realmente alla descrizione di se stesso, fattami tempo prima, con il fine di far si ch'io potessi interpretarlo al meglio per trarne poi le conclusioni e trasformarle in quel che mi riesce meglio fare, ovvero una grafica e relativa verniciatura. È chiaro che il lato umano e da “civile” di Sgrilli, lo avevo incontrato contestualmente la sua visita. Per sommare le due cose ed avere la conferma di quel che avevo interpretato riguardo i suoi gusti, avevo le componenti adatte. Lui è uno strano e noto uomo di televisione, che riflette la normale normalità di tutti noi quando lo incontri e ci parli, e lo incominci a conoscere. Per cui, essendo lui spontaneo ma anche cupo e soprattutto sempre vestito di nero (impossibile trovarlo con altri colori in dosso se non poco più sbiaditi dello schwartz pieno) che cosa di meglio se non un bel nero come colore base. Innegabilmente “easy” pensare al nero opaco...al quale hai pensato subito anche tu Harleysta che leggi, ma io ti sembro così scontato? Allora chessefà? Senza che da entrambe le parti ci fosse un predominio sulle scelte reciproche, abbiamo deciso durate il nostro incontro, di; lui attendere il mio bozzetto, ed io attendere la sua opinione. Per cui, prima di Natale, ci stringiamo la mano e ci diamo appuntamento dopo le feste per la visione del bozzetto. Passano le feste della più grande rottura di co****ni che ti possa capitare, se non sei nell'età della totale mancanza della ragione ed i regali ti sembrano la cosa più bella del mondo poiché un fottutissimo conto corrente di sicuro non ce l'hai ancora e non sai quanto te lo prosciughi ogni santo Natale, (ops, m'è scappato il “commento sciallo”) e ci si risente al telefono. Le peripezie della Sgrilli family le risparmio perchè sono c**i loro. Ma il loro di Natale non lo hanno passato tanto bene per via della new entry Matilde che cacchio, era fuori forma davvero. E mo’ viene il bello: il bozzetto mica glielo avevamo fatto! Abbiamo preso, denudato la moto dalle carrozzerie e via! Niente bozzetto ma solo un barlume di idea apparsami nelle profonde ore notturne e m'è venuto il trip di “pittargli” la moto. Cioè si, le carrozzerie. Per cui ho rimbalzato più e più volte Sergio che non so come, c'è cascato alla mia storiella sul fatto di non potergli inviare il bozzetto via mail. Per cui mi chiama dopo un bel po’ di tempo (povero cristo) trascorso fra impegni di lavoro e famiglia, e dice che verrà il giorno successivo verso le 12. Ca**o sta neve. Era devastato di neve qui fuori la Kaos-Design e lui è entrato nel parcheggio del capannone proprio quando io stavo coprendo la sua moto. Penso io...mi ha “sgamato” in pieno. Che figura di me**a che ho fatto, e proprio con un comico! Invece quello s'è pure mezzo infoiato perché pensava che la moto gliela stavo coprendo solo ora dopo averla lasciata fuori dal momento in cui lui ce la portò! Ma ca**o, vabbè che preferisco le moto GP alle Harley-Davidson, ma trattasi di moto! Respect per le due ruote anche se fatte “ de fero”. Vabbè, ha capito...eccome! Dovevi vedere la sua faccia quando ho scoperto la moto con la grafica nera, ma di un nero talmente nero che “pianta” dei riflessi multicolore da quanto non è nero! Strano? No, qui da noi no. Guardati le foto! enjoy...Lucky!

