Kaos Design sulla rivista DueRuote
Ciao, sono Maria Vittoria Bernasconi.
Ciao, come stai, come va, cosa fai…sono domande e risposte di rito fra persone che lavorano, chi con l’aerografo e con le vernici come facciamo noi, chi con “carta e penna” come fa Maria Vittoria, giornalista della rivista Due Ruote. Giornalista è riduttivo, ma riprenderò il discorso più sotto.
Per cui perché non accettare la proposta di svelare come si ripara una carena rovinata. Certo, nel limite del possibile se si tratta in modo hobbistico, con un risultato dettato sicuramente dall'abilità di chi si cimenta nel provarci, ma soprattutto dalle attrezzature che si hanno a disposizione.
Altrimenti sarebbe inutile strutturare un'azienda come la nostra, per fare ciò che chiunque potrebbe riuscire a realizzare con un paio di bombolette ed un pezzo di carta abrasiva. E' stato divertente perché noi di sicuro rendiamo tutto abbastanza semplice e ridicolo, ma Maria Vittoria ha capito di averci portato via un intera giornata, comunque piacevole e proficua per entrambi.
Anche se per poco ho rischiato di rimbalzarla.
Si perché non si organizza un qualcosa così tanto per farlo.
Maria Vittoria "pressa di brutto" e non lascia nulla in balia degli eventi: quasi mi scocciava tutto sta precisione.
Presentazione telefonica di ciò che avrebbe voluto fare, questo più d'una settimana prima! "Sbattimento" totale per me che già mi viene complicato fare programmi per l'indomani, figuriamoci a fra 10 giorni. Poi, ricerca della moto, la Vun potrebbe andar bene ma mica possiamo strisciare un serbatoio per terra.
Poi Harley-Davidson, ma per Due Ruote sarebbe meglio una moto stradale.
Allora altro appuntamento telefonico, altra chiacchierata dove mi sbizzarrisco e sfoggio tutte le conoscenze in campo motociclistico, perché una donna mica può saperne più di me; per cui trovare una moto ed annessa carena è questione di principio.
Le do il contatto e lei immediatamente chiama il mio amico possessore della moto, nonché meccanico a fianco della vecchia sede Kaos-Design. Maria Vittoria arriva da lui e quello prende la moto (SUA) e la lancia per terra. Strisciando (anche) la carena. Marivì capì subito con chi ha a che fare.
Marivì era il nome della signorina che si presentò alla Kaos Design più di dieci anni prima: una signorina molto carina, che mi colpì proprio perché veramente appassionata di moto.
Glielo si leggeva negli occhi.
E da quel momento io la leggo nei suoi racconti di viaggi e di sapori che, girovagando con le moto, scopre e trasmette con un abilità nello scrivere che rasenta il poetico. Ma attenzione! Maria Vittoria non è solo questo.Ha altri segni che la contraddistinguono.
E non solo per i raid nel deserto, gara al Superbowl di Genova con i motard, avventure con enduro, programmi tv e i kart!
Lei ha dei segni indelebili in seguito a cadute, fratture e cicatrici. Segni che valgono ben più dei trofei da mettere su di un mobile a raccogliere polvere. Questi sono segni che raccontano di vita vissuta che faranno sognare anche chi un giorno avrà la fortuna di ascoltarla raccontare: standosene a bocca spalancata.
Simpatica a noi del Kaos-Crew proprio perché non si da limiti nello scoprire che brividi riescono a trasmettere dei mezzi mossi da carburante.
Una ragazza che del “fai da te” della motociclista ne ha fatto una professione di cui andarne fiera.
Per questo n'è uscito un bell'articolo.
Enjoy...Lucky

