giovallasmall

 

Il capannone nuovo, il lavoro, gli orari devastanti, lei che mi aspetta, la casa che stiamo sistemando, la spesa che non riesco mai a fare, le notti insonne. Questo 16 ottobre è un sabato normale; sono stanco, sono sfatto, ma ho trovato il tempo di andare al ristorante di un amico...harleysta. Entriamo e lui mi dice: Lo sai che è morto Valla...il resto delle parole non me le ricordo più. Davanti a me vedo solo un Giovanni poggiato al muro della Numero Uno, li, come fosse un cliente ad ammirare le moto; in compagnia di un accendino che infiamma una sigaretta fumata con la fievole serenità di un uomo turbato, un po' come ognuno di noi, un po' come me. Il suo sguardo è perso nel profondo e i suoi occhi gioiosamente tristi. Immerso nella sua caotica solitudine. Il bello del Giò è la sua semplicità. Senza ecletticità ed esagerazioni. Un uomo al comando di se stesso, di cui spesso non riesce a domarne sensazioni sentimenti ire e preoccupazioni; le angoscie di ognuno di noi, colpevoli del restituirci quell'unicità di cui tutte le persone speciali sono dotate. Lui è speciale. Il suo essere timidamente l'amico che ti racconta...che vive, come faccio io: come fate Voi. Che mi odia e mi “ama”. Che mi cazzia ma mi stima.

Parole tristi le sue, parole di conforto le mie: le ultime che ci siamo scambiati via mail.
E me le potrò rileggere nei momenti bui e tristi. Affinchè il Giò mi possa dare la voglia di non mollare.
Perché oggi sono qui immerso nel mio caos, incurante del poter improvvisamente, un sabato qualunque, non esserci più.
Un domani quando sarà il mio sabato, quando non sarò altro che un ricordo per le persone che mi racconteranno, vorrei che queste persone abbiano da raccontare il più possibile di me. Come sto facendo io per il mio amico Giovanni Valla; perché lui ne meriterebbe ininterrottamente!

Giovanni non c'è più; è un vuoto, una ferita che si rimarginerà con il tempo, ma lascerà in me una profonda cicatrice.
Essere stato segnato nel profondo da Giò Valla è stato un privilegio e lo porterò con me; per sempre.

Oggi è il 26 di ottobre, ed ero li alla cerimonia in onore di Giovanni, in una chiesa piena di persone.
Lui è li che sorride, in foto con i suoi bimbi; io seduto a guardarlo, turbato ma felice per un importante ricorrenza.
I 20 anni della Kaos-Design. Oggi c'è poco da festeggiare; ma tutto continua e nulla si ferma.
Ed io non ho intenzione di fermarmi.

Ciao GIO'